<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"><channel><title>luigi de giovanni - Online Art Gallery - Artist Portfolio</title><link>http://www.artq.net/ArtistWork.asp?artist_id=OSACH1402824641514434</link><description>luigi de giovanni - Online Art Gallery - Artist Portfolio</description><language>en-us</language><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 18:52:18 PST</pubDate><item><title><![CDATA[sutta le capanne de lu ripa]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=BAXH541892432453033</link><description><![CDATA[<br><img src='http://www.artq.net/artImages/12/CHLK541892432453032.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[Pizzica]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=DLAC54621334021043</link><description><![CDATA[Studio 22
piazza del Popolo 22 - Specchia (Lecce), 73040
Luigi De Giovanni
http://www.degiovanniluigi.com

Luigi De Giovanni con la pizzica, pennellata dopo pennellata, riesce a catturare l'anima, l'Humus e il Genius di un ballo che racchiude in sé la spiritualità del Salento.
La mostra partecipa alla 19 "Giornata del Contemporaneo" indetta da AMACI Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani
7 ottobre 2023 - ore 9.00/12.00 - 17.00/21.00

SCHEDA TECNICA


Il ritorno alle origini, ai suoi luoghi, al suo Io e all'humus che l'ha nutrito, è diventato per Luigi De Giovanni un'urgenza, non solo pittorica, che l'ha travolto riportandolo a amar ancor di più la sua cultura, la sua terra, allo stesso tempo ad un'immersione nella riscoperta di quel Genius Loci che pare ogni volta suggerirgli le tracce e i colori che prendono forma sulle sue tele. Colori che l'artista fa emergere con toni cupi e a volte angoscianti e che riportano a prima dell'emigrazione, della presa di coscienza dei salentini d'essere persone e non mani e braccia da sfruttare: colori che descrivono il rifugio nelle tarantolate dove, ballando freneticamente sino allo sfinimento, emergeva un sentimento di dolore nascosto d'apparente divertimento con la pizzica. Così l'artista inseguendo i suoi pensieri e il suo inconscio si ritrova a percorrere sulle tele le linee di movimenti ancestrali che, al rullar di tamburelli, scaturiscono quasi spontanee dai corpi travolti dal ritmo che fa interpretare la musica che ha accompagnato gli antenati. Nel rullare frenetico e nei canti che san di rituale è la danza che, diventa più intensa e capace d'interpretare sentimenti, turbamenti e dolore, si fa catarsi di antiche storie di fame, dolore e sofferenza. Nei corpi che si curvano, s'inseguono, s'innalzano in movenze allusive c'è il racconto che l'artista ha voluto fissare con ampie e significative pennellate dove si intuisce la mestizia di una dolorosa malinconia. Per lui è stato importante cogliere un gesto, un assolo saltellato e accompagnato da gesti abbraccianti di scialli, diventati protagonisti di allusioni e giustificazioni mimiche. Il corpo della donna in queste opere racconta di esorcismi, di rituali terapeutici e credenze popolari, di dolore e d'abbandono al ricordo di quella fame che aveva morsicato lo stomaco dei poveri prima degli anni sessanta, ma soprattutto d'amore per una terra e una cultura che sa stupire. Nella sua ricerca fra le note, i movimenti e i passi della pizzica De Giovanni si fa travolgere da un rimando ai tempi moderni che vedono le piazze salentine infervorate da pizziche pazzesche che superano quel significato intimo e doloroso del passato per diventare puro divertimento e gioia. L'artista sceglie di riprendere le scene descritte nei paesaggi facendo delle aie, che accolsero i frutti del lavoro, luogo di memoria, di evocazione ma anche di gioia. In alcune opere è evidente il passo zoppicante della pizzica diventata armonia negli svolazzi delle ampie gonne tenute con grazia, nei fazzoletti divenuti provocanti ed invitanti e nei gesti dei corpi flessuosi che inchinandosi, avanzando o indietreggiando descrivono storie di corteggiamento o dolore. De Giovanni sceglie di cogliere alcuni tratti e spesso ha tralasciato i piedi perché se è vero che si danza con i piedi e altrettanto vero che è il corpo a raccontare: a ricordare sensazioni e spiritualità. Lui si concentra sulle accennate linee suggerite da corpi femminili che esaltano le memorie ataviche che ancora vogliono prendere forma e colore così, pennellata dopo pennellata, riesce a catturare l'anima, l'humus e il Genius di un ballo che racchiude in sé la spiritualità del Salento.
                                                                    Federica Murgia<br><img src='http://www.artq.net/artImages/52/VYXR54621334021042.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[pizzica]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=FMUB5462133402281</link><description><![CDATA[Studio 22
piazza del Popolo 22 - Specchia (Lecce), 73040
Luigi De Giovanni
http://www.degiovanniluigi.com

Luigi De Giovanni con la pizzica, pennellata dopo pennellata, riesce a catturare l'anima, l'Humus e il Genius di un ballo che racchiude in sé la spiritualità del Salento.
La mostra partecipa alla 19 "Giornata del Contemporaneo" indetta da AMACI Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani
7 ottobre 2023 - ore 9.00/12.00 - 17.00/21.00

SCHEDA TECNICA


Il ritorno alle origini, ai suoi luoghi, al suo Io e all'humus che l'ha nutrito, è diventato per Luigi De Giovanni un'urgenza, non solo pittorica, che l'ha travolto riportandolo a amar ancor di più la sua cultura, la sua terra, allo stesso tempo ad un'immersione nella riscoperta di quel Genius Loci che pare ogni volta suggerirgli le tracce e i colori che prendono forma sulle sue tele. Colori che l'artista fa emergere con toni cupi e a volte angoscianti e che riportano a prima dell'emigrazione, della presa di coscienza dei salentini d'essere persone e non mani e braccia da sfruttare: colori che descrivono il rifugio nelle tarantolate dove, ballando freneticamente sino allo sfinimento, emergeva un sentimento di dolore nascosto d'apparente divertimento con la pizzica. Così l'artista inseguendo i suoi pensieri e il suo inconscio si ritrova a percorrere sulle tele le linee di movimenti ancestrali che, al rullar di tamburelli, scaturiscono quasi spontanee dai corpi travolti dal ritmo che fa interpretare la musica che ha accompagnato gli antenati. Nel rullare frenetico e nei canti che san di rituale è la danza che, diventa più intensa e capace d'interpretare sentimenti, turbamenti e dolore, si fa catarsi di antiche storie di fame, dolore e sofferenza. Nei corpi che si curvano, s'inseguono, s'innalzano in movenze allusive c'è il racconto che l'artista ha voluto fissare con ampie e significative pennellate dove si intuisce la mestizia di una dolorosa malinconia. Per lui è stato importante cogliere un gesto, un assolo saltellato e accompagnato da gesti abbraccianti di scialli, diventati protagonisti di allusioni e giustificazioni mimiche. Il corpo della donna in queste opere racconta di esorcismi, di rituali terapeutici e credenze popolari, di dolore e d'abbandono al ricordo di quella fame che aveva morsicato lo stomaco dei poveri prima degli anni sessanta, ma soprattutto d'amore per una terra e una cultura che sa stupire. Nella sua ricerca fra le note, i movimenti e i passi della pizzica De Giovanni si fa travolgere da un rimando ai tempi moderni che vedono le piazze salentine infervorate da pizziche pazzesche che superano quel significato intimo e doloroso del passato per diventare puro divertimento e gioia. L'artista sceglie di riprendere le scene descritte nei paesaggi facendo delle aie, che accolsero i frutti del lavoro, luogo di memoria, di evocazione ma anche di gioia. In alcune opere è evidente il passo zoppicante della pizzica diventata armonia negli svolazzi delle ampie gonne tenute con grazia, nei fazzoletti divenuti provocanti ed invitanti e nei gesti dei corpi flessuosi che inchinandosi, avanzando o indietreggiando descrivono storie di corteggiamento o dolore. De Giovanni sceglie di cogliere alcuni tratti e spesso ha tralasciato i piedi perché se è vero che si danza con i piedi e altrettanto vero che è il corpo a raccontare: a ricordare sensazioni e spiritualità. Lui si concentra sulle accennate linee suggerite da corpi femminili che esaltano le memorie ataviche che ancora vogliono prendere forma e colore così, pennellata dopo pennellata, riesce a catturare l'anima, l'humus e il Genius di un ballo che racchiude in sé la spiritualità del Salento.
                                                                    Federica Murgia<br><img src='http://www.artq.net/artImages/51/AXIL5462133402281.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[art in love]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=FTUF541356401011433</link><description><![CDATA[Biography

Luigi De Giovanni born on 12 February? 1950 in Specchia (Lecce). 

He graduated? to the Institute of Art of Poggiardo in the 1969. 

In the 1974 he? graduated to the Academy of the Fine Arts from Rome. From the 1970 to the 1978 he? follows the Free Course of the Nude. 

From tender age he paints designs and acquerelli followed from the mother. In the 1967 he paints frequently and he does the his before collective show. In the 1973 with the Avanessian teacher he begins the study of the "imprimitura" of the cloths and of the powders. In the 1974 he improve in the technique to oil. In the 1980 experiment the temper to the egg; he realize some operas with an only thread conductor "social climbs." In the 1988 he experiment coed techniques with the custom of materials of discard symbol of "refusal" which: segatura, metallic shavings, shiver of unserviceable rubber, paper and cloths. 

He begins the report with the Gallery "Mentana" from Florence that presents him to the Fair? Arc from Madrid. In the 1990 he starts to realize and to expose operas that have? like conductor thread "the anguish in the actual society"; he starts to use the old jeans like cloths for his operas to social character. From the 1979 he paints Sardinia where he spends long periods. 
</item><item><title><![CDATA[galleria mentana firenze]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=HANI542161810411531843</link><description><![CDATA[galleria mentana firenze<br><img src='http://www.artq.net/artImages/12/AIYC542161810411531842.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[sutta le capanne du ripa]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=HTML542161810411518654</link><description><![CDATA[sutta le capanne du ripa<br><img src='http://www.artq.net/artImages/14/GRWI542161810411518654.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[collettiva]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=HUYZ542433010015905</link><description><![CDATA[<br><img src='http://www.artq.net/artImages/14/DJUR542433010015904.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[paesaggiooltrepaesaggio]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=IQND54270271163012038</link><description><![CDATA[<br><img src='http://www.artq.net/artImages/28/LUHM54270271163012038.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[URLO NELBUIO]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=KIYM5410827764534219</link><description><![CDATA["Urlo nel buio" di Federica Murgia

L'"Urlo Nel Buio" si diffonde, si amplifica sino a diventare assordante per poi affievolirsi e farsi ricordo, spesso doloroso e bruciante. Un jeans, dismesso e irrigidito in una malgama di colori e scritte, che conserva ancora i toni originali dell'azzurro.....,e pronto a cambiare funzione e ad assurgere ad opera d'arte. Esso urla ancora il suo esistere, la sua storia, i suoi significati. 
Il discorso sulle mostre, che Luigi De Giovanni tiene prima alla piccola galleria "Sutta Le Capanne Du Ripa" a Specchia (Lecce) per continuare alla "Bacheca" di Cagliari e concludersi alla galleria 
"Raggio Verde" di Lecce, puo incominciare dai jeans. In un angolo di ciascuna galleria si trovano accatastate pittosculture, rigide e duttili elementi di una istallazione, sono un "mucchio di jeans dipinti", nei quali si percepiscono le urla delle scritte: morte, morire per...., distruzione, liberta, aiuto, urlo nel buio.....</item><item><title><![CDATA[URLO NEL BUIO]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=LWDA541082776501021</link><description><![CDATA[<br><img src='http://www.artq.net/artImages/1/SYZE541082776501021.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[paesaggiooltrepaesaggio]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=MDHU54270271163011439</link><description><![CDATA[<br><img src='http://www.artq.net/artImages/27/AKNW54270271163011437.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[PRIMAVERA IN UN INTERNO]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=MKQL541083076115845</link><description><![CDATA[I fiori, metafora dellOuomo, spesso sono i protagonisti dei 
dipinti dell' artista e vengono indagati in tutte le fasi della 
loro vita.
Non sono fiori in composizioni da fiorista rigidi e perfetti,
essi spesso sono campestri, colti dallOartista ai bordi delle 
strade nel susseguirsi delle stagioni.<br><img src='http://www.artq.net/artImages/4/JZWN54108307611510834.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[LUIGI DE GIOVANNI]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=MVGA54135124811531830</link><description><![CDATA[PITTORE NELLO STUDIO<br><img src='http://www.artq.net/artImages/0/DQES54135124811531830.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[a paesaggiooltrepaesaggio]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=MXMS54270271163013240</link><description><![CDATA[<br><img src='http://www.artq.net/artImages/20/YWKO54270271163013240.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[TRITTICO]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=OTAY5410824641520431</link><description><![CDATA[Luigi De Giovanni ? unOartista, che usa con sentimento innato il colore. Mediterraneo nei cromatismi, irruente e gestuale nel segno, con pennellate  istintive alcune volte quasi rabbiose, ci dona scorci di natura pervasi da un vitalit? impetuosa e cariche, e ci immerge nel colore. 
I dipinti in mostra  parlano dei  tempi dellOuniverso, dei cromatismi che cambiano con le stagioni della vita e della caducit? della vita stessa quasi un invito a fermarci per riflettere sul senso dellOesistenza.                                                                                                                                     Le vibrazioni del colore, diventato medium di sentimento, amalgamano i pensieri sino a rendere il dipinto un mondo magico da scoprire.

<br><img src='http://www.artq.net/artImages/0/UYHN541082776507210.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[mostra a cagliari]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=PWVZ5427033108156039</link><description><![CDATA[Galleria d'arte "LA BACHECA" 
Via Dei Pisani, 1 - 09124 Cagliari&#8232;
Presenta
LUIGI DE GIOVANNI
Titolo: Dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell'anima
Artista: Luigi De Giovanni
Data: dal 4 al 31 dicembre 2010
Inaugurazione: sabato 4 dicembre ore 18.30
Orario: dalle 17.00 alle 20.00
Info: Tel.070 663396
&#8232;e.mail: lidia@bachecarte.it 
http://www.bachecarte.it/
www.degiovanniluigi.com
Luigi De Giovanni, dopo le mostre tenute a ottobre 2010 a Lecce, Lucugnano e Specchia, riguardanti il Salento, sua terra d'origine, presenta i suoi quadri, che prendono in considerazione la Barbagia di Seulo in Sardegna, sua terra d'adozione, a Cagliari. 
Gli aspri territori della Barbagia di Seulo dai clivi boscosi, dai colori addolciti da un ambiente, anche umano, naturalmente accogliente, sono afflato delle sue opere che da questi luoghi è partito per dipingere paesaggi che conservassero la spiritualità del territorio. 
Nella mostra, che verrà inaugurata il 4 dicembre alla galleria "La Bacheca", ci saranno opere realizzate a Taccorì, Perdascinonpesada, Perdabila e dalla casa di Giorgio e Maria a Genneserra. Località di Seulo, che con i loro climi, sono state capaci di interloquire con l'animo dell'artista, sino a creare quel pathos leggibile nelle tele. 
Nel concento di colori, nei segni, alcune volte bruschi, che seguono i profili sino a prenderne il messaggio del tempo, si trova l'artista con le sue angosce, le sue gioie, il suo modo di percepire la natura e la società. 
I dipinti, dove le ombrose foreste dalle tinte digradanti sono scaldate da un contrasto d'estiva erba secca, dove gli scorci, che vanno di monte in monte, vengono interrotti dalla vegetazione più vicina che si presenta in grovigli d'arbusti, di foglie, di realtà prossima che lascia spazio all'immaginazione e alla scoperta di piccoli mondi, sintesi dell'immenso, suggeriscono una ricerca di vita coerente con la natura, dove tutto è armonia. 
Le pennellate di rocce, in alcune parti levigate dal tempo in altre rese appuntite dall'azione delle intemperie, originano palcoscenici di meditati cromatismi riflessi sulle tele: diventate maestosi specchi di questo meraviglioso angolo di Sardegna.
I tacchi, dalla bassa vegetazione, che precipitano in pareti verticali che danno asilo a delle grandi varietà faunistiche e a un'incantevole vegetazione di lecci e macchia mediterranea, s'intuiscono negli orizzonti, spesso rosati. C'è una sensazione di vertiginosa compenetrazione che fa avvertire il baratro: minaccia incombente del vivere e inconscia paura dell'ignoto.
I boschi, che scendono nelle valli e nei burroni sino ai greti dei fiumi e dei tanti torrenti, sono diventati tavolozza dove un sapiente pennello ha attinto tracce di toni e di linee, solo alcune volte demarcate in modo netto, che hanno segnato magicamente un misterioso dialogo con la natura.  
I paesaggi dell'animo di De Giovanni prendono forma portando il messaggio dei luoghi: il genius loci.
I pensieri dell'artista s'intuiscono nelle poesie delle tecniche a olio e ad acquerello ma diventano narrazione liberatoria nelle aggressive e disincantate tecniche miste, dove utilizza simbolici indumenti usati e materiali di rifiuto.
Le delusioni di chi sperò in una società più giusta sono impresse nei quadri di scalate sociali e con l'urlo dei Jeans che mostrano i sogni del sessantotto, tradito. 
Ecco le lacerazioni, i gridi di aiuto, la ricerca di libertà, il ripetersi ossessivo di "1968", che denunciano i tradimenti, gli arrampicamenti di scale metaforiche per arrivare al potere. In queste opere, dalle tinte forti e dalle poche linee date da violente scudisciate cromatiche che lasciano sulla tela dei solchi dolorosi e profondi, racconti di angosce e speranze, si avverte la delusione di un sognatore che non riesce ad accettare le ingiustizie, la prepotenza, la non coerenza con la natura. Il tempo è passato smorzando la forza dei sogni del 1968 e lasciando tracce di ceneri ancora bollenti. 
Questa mostra diventa anche un dialogo fra le terre che lui ama.
E', quindi, importante che questa, si faccia dopo, "paesaggiooltrepaesaggio" LECCE/LUCUGNANO/SPECCHIA, un ciclo di esposizioni, presentate da Maurizio Nocera. Diventate un modo per far conoscere il mondo dell'artista che, partendo dal paesaggio del Salento, terra d'origine, dal paesaggio enigmatico della Sardegna, terra che l'ha accolto nel suo peregrinare alla ricerca di una pace che può trovare solo in se stesso, indagando i fiori, nature morte che raccontano la vita, si è soffermato sui jeans, indumenti assorti a simbolo di una rivoluzione non solo di costume, ha presentato il suo modo d'intendere l'arte.                                    Federica Murgia 

<br><img src='http://www.artq.net/artImages/29/DNBQ5427033108156039.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[trabatello]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=PXOL543243311615618</link><description><![CDATA["TRACKS - TRACCE" volge al termine lasciando nelle moltissime persone, che si sono avvicinate per vedere e vivere la manifestazione, un bellissimo ricordo - traccia. La performance, che ha visto involontariamente coinvolti tutti i visitatori, vissuta dai primi, che vi si sono avventurati con cautela, con una certa preoccupazione, ha reso le persone consce che ovunque e comunque le tracce si prendono e si lasciano. Passare sul soffice gesso, messo all'uopo nello studio, lasciarvi sopra le impronte, uscire e portarsene appresso sotto la suola delle scarpe, è stata la dimostrazione semplice che le tracce, come il DNA, i reperti archeologici e storici, fanno parte del vivere. 
Il formarsi prima di alcune macchie, poi di un denso alone bianco intorno allo studio, ha confermato l'intento dell'artista che ha così dimostrato che le tracce, come le pennellate in un dipinto, si mischiano e si confondono, solo con un'attenta lettura o indagine possono essere identificate e catalogate. 
Nell'unica opera pittorica di De Giovanni, esposta in modo molto originale, i segni e i colori sono diventati descrizione del suo animo e del crogiuolo di tracce che gli hanno lasciato i suoi antenati nonché le culture da lui incrociate. La sua idea del mondo è quella di una traccia continua, dove il positivo e il negativo descrivono la vita: l'uomo. L'unica opera pittorica presente racconta, quindi, l'artista, la sua storia, la sua formazione, il suo IO: DNA della sua arte. I venticinque moduli intercambiabili e fissati provvisoriamente, come tutto è provvisorio nella vita, possono essere spostati. Un solo elemento invita a una lettura globale dell'opera che descrive lo spazio, il tempo e l'evoluzione: leggibili attraverso le tracce pittoriche.
L'installazione, realizzata nello spazio più elevato dello studio, è caratterizzata da uno strato di soffice polvere di gesso dove, per descrivere le tracce nello spazio, sono state sistemate levigate pietre provenienti dalla Sardegna accostate armonicamente a quelle più ruvide del salento e per descrivere il tempo sono stati usati dei cocci di diversi periodi e un'antica tegola in maiolica con il chiodo che serviva per fissarla. Tutta la manifestazione è stata caratterizzata da un dialogo continuo fra le opere e i visitatori che sono stati sempre accompagnati a cogliere l'idea dell'artista. 
I possibili percorsi d'interpretazione che hanno portato a comprendere il significato del titolo, sono stati tre. Il primo ha riguardato la lettura dell'installazione che ha raccontato delle tracce nel tempo e nello spazio, il secondo è stato quello della partecipazione alla performance per coglierne il significato e il terzo è stato quello dell'analisi dell'opera, composta da venticinque moduli-traccia.  Federica Murgia
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/38/SBLN543243311615618.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[Uomo del mio tempo]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=RIUQ5462133453059</link><description><![CDATA[uomo del mio tempo<br><img src='http://www.artq.net/artImages/59/WVLK5462133453059.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[magnune specchia lecce]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=RTTS542161810411516850</link><description><![CDATA[specchia lecce "MAGNIUNE<br><img src='http://www.artq.net/artImages/19/ALEJ542161810411516849.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[I MIEI FIORI]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=SDBF541083040115969</link><description><![CDATA[In esse una musica segreta suggerisce un movimento e i
colori si animano nelle tele in una danza, in alcune opere, 
malinconica.
I colori sono le note che si combinano sino a creare armonie 
e dissonanze e parlano della natura e dellOuomo.
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/9/NELH541083040115969.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[mostra a cagliari]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=TDSC5427033108156645</link><description><![CDATA[Galleria d'arte "LA BACHECA" 
Via Dei Pisani, 1 - 09124 Cagliari&#8232;
Presenta
LUIGI DE GIOVANNI
Titolo: Dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell'anima
Artista: Luigi De Giovanni
Data: dal 4 al 31 dicembre 2010
Inaugurazione: sabato 4 dicembre ore 18.30
Orario: dalle 17.00 alle 20.00
Info: Tel.070 663396
&#8232;e.mail: lidia@bachecarte.it 
http://www.bachecarte.it/
www.degiovanniluigi.com
Luigi De Giovanni, dopo le mostre tenute a ottobre 2010 a Lecce, Lucugnano e Specchia, riguardanti il Salento, sua terra d'origine, presenta i suoi quadri, che prendono in considerazione la Barbagia di Seulo in Sardegna, sua terra d'adozione, a Cagliari. 
Gli aspri territori della Barbagia di Seulo dai clivi boscosi, dai colori addolciti da un ambiente, anche umano, naturalmente accogliente, sono afflato delle sue opere che da questi luoghi è partito per dipingere paesaggi che conservassero la spiritualità del territorio. 
Nella mostra, che verrà inaugurata il 4 dicembre alla galleria "La Bacheca", ci saranno opere realizzate a Taccorì, Perdascinonpesada, Perdabila e dalla casa di Giorgio e Maria a Genneserra. Località di Seulo, che con i loro climi, sono state capaci di interloquire con l'animo dell'artista, sino a creare quel pathos leggibile nelle tele. 
Nel concento di colori, nei segni, alcune volte bruschi, che seguono i profili sino a prenderne il messaggio del tempo, si trova l'artista con le sue angosce, le sue gioie, il suo modo di percepire la natura e la società. 
I dipinti, dove le ombrose foreste dalle tinte digradanti sono scaldate da un contrasto d'estiva erba secca, dove gli scorci, che vanno di monte in monte, vengono interrotti dalla vegetazione più vicina che si presenta in grovigli d'arbusti, di foglie, di realtà prossima che lascia spazio all'immaginazione e alla scoperta di piccoli mondi, sintesi dell'immenso, suggeriscono una ricerca di vita coerente con la natura, dove tutto è armonia. 
Le pennellate di rocce, in alcune parti levigate dal tempo in altre rese appuntite dall'azione delle intemperie, originano palcoscenici di meditati cromatismi riflessi sulle tele: diventate maestosi specchi di questo meraviglioso angolo di Sardegna.
I tacchi, dalla bassa vegetazione, che precipitano in pareti verticali che danno asilo a delle grandi varietà faunistiche e a un'incantevole vegetazione di lecci e macchia mediterranea, s'intuiscono negli orizzonti, spesso rosati. C'è una sensazione di vertiginosa compenetrazione che fa avvertire il baratro: minaccia incombente del vivere e inconscia paura dell'ignoto.
I boschi, che scendono nelle valli e nei burroni sino ai greti dei fiumi e dei tanti torrenti, sono diventati tavolozza dove un sapiente pennello ha attinto tracce di toni e di linee, solo alcune volte demarcate in modo netto, che hanno segnato magicamente un misterioso dialogo con la natura.  
I paesaggi dell'animo di De Giovanni prendono forma portando il messaggio dei luoghi: il genius loci.
I pensieri dell'artista s'intuiscono nelle poesie delle tecniche a olio e ad acquerello ma diventano narrazione liberatoria nelle aggressive e disincantate tecniche miste, dove utilizza simbolici indumenti usati e materiali di rifiuto.
Le delusioni di chi sperò in una società più giusta sono impresse nei quadri di scalate sociali e con l'urlo dei Jeans che mostrano i sogni del sessantotto, tradito. 
Ecco le lacerazioni, i gridi di aiuto, la ricerca di libertà, il ripetersi ossessivo di "1968", che denunciano i tradimenti, gli arrampicamenti di scale metaforiche per arrivare al potere. In queste opere, dalle tinte forti e dalle poche linee date da violente scudisciate cromatiche che lasciano sulla tela dei solchi dolorosi e profondi, racconti di angosce e speranze, si avverte la delusione di un sognatore che non riesce ad accettare le ingiustizie, la prepotenza, la non coerenza con la natura. Il tempo è passato smorzando la forza dei sogni del 1968 e lasciando tracce di ceneri ancora bollenti. 
Questa mostra diventa anche un dialogo fra le terre che lui ama.
E', quindi, importante che questa, si faccia dopo, "paesaggiooltrepaesaggio" LECCE/LUCUGNANO/SPECCHIA, un ciclo di esposizioni, presentate da Maurizio Nocera. Diventate un modo per far conoscere il mondo dell'artista che, partendo dal paesaggio del Salento, terra d'origine, dal paesaggio enigmatico della Sardegna, terra che l'ha accolto nel suo peregrinare alla ricerca di una pace che può trovare solo in se stesso, indagando i fiori, nature morte che raccontano la vita, si è soffermato sui jeans, indumenti assorti a simbolo di una rivoluzione non solo di costume, ha presentato il suo modo d'intendere l'arte.                                    Federica Murgia 

<br><img src='http://www.artq.net/artImages/25/WIOI5427033108156645.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[INVITO]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=THSV54135271084522831</link><description><![CDATA[<br><img src='http://www.artq.net/artImages/11/EPYK54135271084522831.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[FIORI ( RICORDI)]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=TISO5410824643528836</link><description><![CDATA[Alcuni jeans sono malamente appesi alle grucce e la loro instabile collocazione suggerisce la precariet? delle cose della vita; altri sono uniti o stesi a mo' di tela su rustici telai che sembrano, nonostante le scritte, rassicurare lo spettatore.
Il mucchio, realizzato in modo apparentemente casuale, ha una sua logica, infatti se si prova a spostare i jeans che stanno nella parte superiore, si intravedono scritte e colori di quelli sottostanti e l?urlo dei primi si ripete  e si amplifica.<br><img src='http://www.artq.net/artImages/5/VYCQ541082776506025.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[FIORITURA]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=TSOH541082472019218</link><description><![CDATA[<br><img src='http://www.artq.net/artImages/8/HSMM541082776508438.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[URLO NEL BUIO DE GIOVANNI LUIGI A LECCE]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=YUAM54108307611513827</link><description><![CDATA[In un angolo della saletta  si trovano  accatastate pittosculture, rigide e duttili elementi di una istallazione, sono un Omucchio di jeans dipintiO, nei quali  si percepiscono le urla delle scritte: morte, morire per...., distruzione, libert?, aiuto, urlo nel buio..... 
Alcuni jeans sono malamente appesi alle grucce e la loro instabile collocazione suggerisce la precariet? delle cose della vita; altri sono uniti o stesi a mo' di tela su rustici telai che sembrano, nonostante le scritte, rassicurare lo spettatore.
Il mucchio, realizzato in modo apparentemente casuale, ha una sua logica, infatti se si prova a spostare i jeans che stanno nella parte superiore, si intravedono scritte e colori di quelli sottostanti e l?urlo dei primi si ripete  e si amplifica.
In quel mucchio cO? lOuomo e il jeans, umile pantalone da lavoro, simbolo di contestazione e ribellione, indumento snob  moderno, invecchiato, macchiato e strappato in sartoria, racconta la storia.
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/7/UMBW54108307611513827.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[paesaggiooltrepaesaggio]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=ZLWW54270271163012627</link><description><![CDATA[<br><img src='http://www.artq.net/artImages/27/KRLX54270271163012627.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[URLO NEL BUIO]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=TNNG5410824643521044</link><description><![CDATA[Fiori stretti in mazzi ricadenti, intrichi che
mescolano il rosa, il viola, il giallo solare ai verdi degli steli e delle
foglie, in colori che si contaminano e invadono i fondi degli oli su tela.
Fasci di fiori ripresi dal vero, sistemati di fronte al cavalletto, vicino
alla finestra, come fossero un orizzonte lontano.<br><img src='http://www.artq.net/artImages/9/FWDX541082776504839.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[URLO NEL BUIO DE GIOVANNI LUIGI]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=SNZC5410824643522821</link><description><![CDATA[O Urlo Nel BuioO
Un jeans, dismesso e irrigidito in una malgama di colori e scritte, che conserva ancora i toni originali dellOazzurro.....,? pronto a cambiare funzione e ad assurgere ad opera  d?arte. Esso urla ancora il suo esistere, la sua storia, i suoi significati.
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/3/IEDD541082776501143.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[DISSONANZE nel PENTAGRAMMA]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=IDOA541082464352463</link><description><![CDATA[Si i jeans sono l?emblema della debolezza e della contraddizione umana. 
Distruzione, morte, urlo nel buio rimbombano nel mucchio ma le parole vivere e vita, anche queste scritte sui jeans, sembrano voler dare speranza.
De Giovanni ha iniziato a dipingere queste opere, tutte realizzate su vecchi pantaloni jeans,  negli anni ottanta e sono un?evoluzione di quelle materiche ed informali, realizzate con tecniche miste, intitolate "scalate sociali" e risalenti agli anni settanta. 
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/3/KKBL5410827765012023.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[IL MIO IO]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=SYKV54108246410513220</link><description><![CDATA[In un angolo della saletta  si trovano  accatastate pittosculture, rigide e duttili elementi di una istallazione, sono un Omucchio di jeans dipintiO, nei quali  si percepiscono le urla delle scritte: morte, morire per...., distruzione, libert?, aiuto, urlo nel buio..... 
Alcuni jeans sono malamente appesi alle grucce e la loro instabile collocazione suggerisce la precariet? delle cose della vita; altri sono uniti o stesi a mo' di tela su rustici telai che sembrano, nonostante le scritte, rassicurare lo spettatore.
Il mucchio, realizzato in modo apparentemente casuale, ha una sua logica, infatti se si prova a spostare i jeans che stanno nella parte superiore, si intravedono scritte e colori di quelli sottostanti e l?urlo dei primi si ripete  e si amplifica.
In quel mucchio cO? lOuomo e il jeans, umile pantalone da lavoro, simbolo di contestazione e ribellione, indumento snob  moderno, invecchiato, macchiato e strappato in sartoria, racconta la storia.
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/0/CGQK54108246410513220.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[quando ? appeso<link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=XCSQ54108246410515627</link><description><![CDATA[In un angolo della saletta  si trovano  accatastate pittosculture, rigide e duttili elementi di una istallazione, sono un Omucchio di jeans dipintiO, nei quali  si percepiscono le urla delle scritte: morte, morire per...., distruzione, libert?, aiuto, urlo nel buio..... 
Alcuni jeans sono malamente appesi alle grucce e la loro instabile collocazione suggerisce la precariet? delle cose della vita; altri sono uniti o stesi a mo' di tela su rustici telai che sembrano, nonostante le scritte, rassicurare lo spettatore.
Il mucchio, realizzato in modo apparentemente casuale, ha una sua logica, infatti se si prova a spostare i jeans che stanno nella parte superiore, si intravedono scritte e colori di quelli sottostanti e l?urlo dei primi si ripete  e si amplifica.
In quel mucchio cO? lOuomo e il jeans, umile pantalone da lavoro, simbolo di contestazione e ribellione, indumento snob  moderno, invecchiato, macchiato e strappato in sartoria, racconta la storia.
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/7/GUGB54108246410515627.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[CAOS]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=NBHI54108246410518633</link><description><![CDATA[I jeans sono per De Giovanni il percorso dellOuomo dOoggi, disposto a tutto per ottenere il potere e la ricchezza, che si commuove per un fiore, un cucciolo, un fringuello, ma  non sa vedere lOuomo che  vicino a lui soffre.
 Si i jeans sono l?emblema della debolezza e della contraddizione umana. 
Distruzione, morte, urlo nel buio rimbombano nel mucchio ma le parole vivere e vita, anche queste scritte sui jeans, sembrano voler dare speranza.
De Giovanni ha iniziato a dipingere queste opere, tutte realizzate su vecchi pantaloni jeans,  negli anni ottanta e sono un?evoluzione di quelle materiche ed informali, realizzate con tecniche miste, intitolate "scalate sociali" e risalenti agli anni settanta. 
I jeans, simbolo  dello sconforto che prova un ex utopista che pieno di speranze desiderava cambiare il mondo per renderlo migliore, sono i protagonisti della ricerca artistica  del pittore.
Le opere in mostra sono la denuncia di una delusione profonda di chi, perse le speranze di figlio dei fiori, si ritrova fra guerre fratricide, terrorismo, violenze ingiustizie e morte.
Ecco "l?urlo nel buio"  un?eco disperata che travolge l?umanit? che va via via perdendo la speranza.
http://www.degiovanniluigi.com/
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/3/AVBV54108246410518633.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[vita]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=FOYB54108246410521031</link><description><![CDATA[I jeans sono per De Giovanni il percorso dellOuomo dOoggi, disposto a tutto per ottenere il potere e la ricchezza, che si commuove per un fiore, un cucciolo, un fringuello, ma  non sa vedere lOuomo che  vicino a lui soffre.
 Si i jeans sono l?emblema della debolezza e della contraddizione umana. 
Distruzione, morte, urlo nel buio rimbombano nel mucchio ma le parole vivere e vita, anche queste scritte sui jeans, sembrano voler dare speranza.
De Giovanni ha iniziato a dipingere queste opere, tutte realizzate su vecchi pantaloni jeans,  negli anni ottanta e sono un?evoluzione di quelle materiche ed informali, realizzate con tecniche miste, intitolate "scalate sociali" e risalenti agli anni settanta. 
I jeans, simbolo  dello sconforto che prova un ex utopista che pieno di speranze desiderava cambiare il mondo per renderlo migliore, sono i protagonisti della ricerca artistica  del pittore.
Le opere in mostra sono la denuncia di una delusione profonda di chi, perse le speranze di figlio dei fiori, si ritrova fra guerre fratricide, terrorismo, violenze ingiustizie e morte.
Ecco "l?urlo nel buio"  un?eco disperata che travolge l?umanit? che va via via perdendo la speranza.
http://www.degiovanniluigi.com/
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/0/ZRFK54108246410521030.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[JEANS: SNOB]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=BSTY54108247201387</link><description><![CDATA[, indumento snob  moderno, invecchiato, macchiato e strappato in sartoria, racconta la storia.
 I jeans sono per De Giovanni il percorso dellOuomo dOoggi, disposto a tutto per ottenere il potere e la ricchezza, che si commuove per un fiore, un cucciolo, un fringuello, ma  non sa vedere lOuomo che  vicino a lui soffre.
<br><img src='http://www.artq.net/artImages/6/SFOL54108247201386.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[NELLO STUDIO]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=PTPN541082472016236</link><description><![CDATA[LAURA GIOVANNA ADREANI  MANAGER della GALLERIA MENTANA di FIRENZE e il PITTORE LUIGI DE GIOVANNI<br><img src='http://www.artq.net/artImages/6/LMID541082472016236.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[pensieri]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=MSOX541082472021648</link><description><![CDATA[china su carta<br><img src='http://www.artq.net/artImages/8/CZHT541082472021648.jpg'><br>]]></description></item><item><title><![CDATA[estare]]></title><link>http://www.artq.net/ArtView.asp?artwork_id=XEAE541082472023439</link><description><![CDATA[china su carta<br><img src='http://www.artq.net/artImages/9/UNZG541082472023439.jpg'><br>]]></description></item></channel></rss>